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Raccolgo gli avanzi.
Coheed and Cambria, Good Apollo, I'm Burning Star IV
7 for 4, Time
Echo of Dalriada, Fergeteg
Buzzati, Il segreto del bosco vecchio
Bradbury, Fahrenheit 451
Selby Jr., Canto della neve silenziosa
Arsenico e vecchi merletti
Rapina a mano armata
Amore e guerra
Il sole brillava, non avendo alternative, sul nulla di nuovo.
- Samuel Beckett
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Il presente blog cambia sede, continuerò a scrivere su tatterdemalion.iobloggo.com.
Ci si vede là!
quel giorno non fu uno sbaglio, non uno stravolgimento, né una mancanza né una debolezza, ma fu un'eccezione, coscientemente decisa, pur non essendo in alcun modo premeditata:quel giorno non uccise.si trovava dunque sul bordo del letto assieme ai genitori del piccolo, che giaceva pallido ed esausto tra le coltri bianche, assistendo impassibile al lento decadere del respiro, quando inatteso le traversò i pensieri un no, interrogativo ancor più che autoritario.no?eppure quel bambino non aveva alcunché di eccezionale, lo sapeva perfettamente, l'affetto del padre e della madre era smisurato, com'è comune, grandi scoperte e grandi catastrofi non erano nei suoi orizzonti:perché allora esitava?mai lo seppe, mai lo comprese, eppure per la prima e unica volta si chinò sul capo del morente e sussurrò queste parole:"se è vero che ti appartiene davvero solo ciò che nessuno può toglierti, allora tuo non è il Tempo, tua non è la Vita, tua sola sia la Scelta, tua sola è la Scelta."come il vento se ne andò:quel giorno non uccise.se è vero che gli uomini di tanto in tanto ricordano, la Morte sempre dimentica.così, qualche anno più tardi, l'infante cresciuto volava a folle velocità nell'ultimo contromano verso una coppia di fari inconsapevoli, e in quel momento Ella ebbe solo un breve lampo, come déjà-vu, prima del raccolto.
La Cavità si apre in mezzo al corpo
è nudo, un manichino di de Chirico
il cranio di legno, la schiena in bilico
ondeggia-cipresso il busto ritorto
"Sono quadrato bianco su sfondo bianco
lo zero, un silenzio fatto canzone
erede del nulla, neppure di un nome
l'Uomo-Vuoto illune insonne stanco"
Nel monologo inciampa cade e ride
e ride, la platea nella sala spoglia
giù il sipario ora! Nunc exeant omnia!
rialza, respira, la fine incede
"Per esser soli il pubblico è stesso
veleno, da versarvi nell'orecchio
fino a esser cavi, di un grandioso specchio
grigio-chagrin in cerca di riflesso"
Respira
Sul palco l'ultimo tremito si ode
non è uno scoppio, ma solo un gemito
implode-esplode nel chiaro mistero
E' neve
Eco assoluta.
L'uomo che vive sulla Luna non parla, perché non c'è aria che possa portare i suoni. Del resto vive solo, per cui non avrebbe nessuno a cui parlare. Quest'uomo ha i capelli bianchi, e al posto del viso ha una porta, con il pomello d'argento. Ogni mattino si sveglia e cammina allampanato fino al suo orto, controllando se qualcosa sia cresciuto durante la notte. Poi volge lo sguardo a oriente, osservando i gabbiani della Palus Somnii volare sopra le palme congelate. Rientra in casa e fa colazione con un tè alla vaniglia, ed è questa l'ora in cui gradisce ricevere gli ospiti o disegnare i pianeti. L'uomo che vive sulla Luna disegna con dell'ossidiana sulla stoffa logora della sua tunica (ed è difficile cogliere le sfumature di Giove solo con il nero). Accende la radio e crede di sentire un po' di rumore bianco, o qualche eco spaziale, mentre si lucida con cura il pomello, prima di uscire. Dedica l'intera mattina a raccogliere pietre, che scolpirà in forme lattiginose e arrotondate, che si dice piacquero molto a un pittore terrestre, venuto un giorno in visita. Di solito non pranza, preferisce tenersi leggero per i suoi allenamenti di salto, che gli portano via tutto il primo pomeriggio. E' per questo che dopo ha bisogno di riposo, e non lo troverete fino al crepuscolo. L'uomo che vive sulla Luna trova che le sere siano troppo brevi, così si siede in poltrona e s'addormenta, leggendo un libro che parla del continente perduto di Mu.
Fa' ciò che vuoi.
Sì, hai letto bene, fa' ciò che vuoi.
E ogni volta puoi procedere soltanto da un desiderio al successivo. Quello che non desideri ti rimane inaccessibile. Questo è ciò che qui significano le parole "vicino" e "lontano". E non basta volere soltanto andar via da un luogo. Devi desiderarne un altro.
E tuttavia per loro coloro che dimenticano, nulla può cambiare, perché loro stessi non possono più cambiarsi.

Potete rivolgervi al mio nuovo segretario.
Anche se è un tipo di poche parole...
- Marxisti/Leninisti
- Volantinaggio di varia natura
- Corsi di memorizzazione rapida (con tanto di dimostrazione)
- "Hai da accendere?"
- Senegalesi mercanti
- Fiocco rosso (di organizzazione imprecisata)
Voglio solo entrare in Università, cazzo.
Luogo di ritrovo per stracci, scampoli e tappezzeria in disuso.
Dream Maker
Extremelot
Internet Bookshop Italia
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Lycaeum
Merriam-Webster Online
Oldpoetry
The Metal Observer
William Blake Archive
grabby
indiestar...
akuma
marì
melancholia
piccolanuvola^
yuzak
flarin
*loading* persone. Magari tornano.
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